Agnese, Livorno chiede:

Lo scorso anno ho acquistato la vostra coperta Kristal Med, in pura Lana vergine Merinos, quella che aiuta a prevenire i dolori: è straordinaria, credo di non aver mai fatto un investimento migliore e ne acquisterò presto un’altra per mia figlia che si sposa, sarà il mio regalo di nozze. Da quando ce l’ho nel letto, di giorno cammino meglio e un certo dolore all’anca e alla schiena, che mi tormentava sempre, è talmente diminuito che ormai me ne dimentico! E non so se c’entra, ma mi sono anche sgonfiata… Il mio problema è un altro: usandola ogni notte da un anno, ora che arriva il caldo ho pensato di farla pulire. E questo è il punto: non so come fare… Nelle istruzioni che mi sono state consegnate all’acquisto c’e scritto che la coperta Kristal Med va lavata a secco, ma senza superare i 30-35 gradi. Quando l’ho portata nella mia tintoria di fiducia, mi hanno spiegato che il lavaggio a secco li supera abbondantemente e che non è possibile regolare la temperatura… Allora mi sono rivolta ad altre tintorie, ma la risposta è stata sempre la stessa! Così adesso non so come lavare la mia Kristal Med. Potete aiutarmi a risolvere questo problema? Grazie e complimenti per i prodotti geniali che proponete, cambiano la vita delle persone, e non è poco! 

Risponde Fimastars

Gentilissima, intanto grazie per aver saputo apprezzare le grandi qualità della nostra coperta Kristal Med e della filosofia aziendale che caratterizza tutte le nostre linee di prodotti. Possiamo assicurarle che sono tanti, come lei, a sceglierli ogni giorno e non poterne più fare a meno! Rispondiamo volentieri al suo quesito, precisando che la coperta Kristal Med non teme il lavaggio a secco, anche se dovesse superare le temperature indicate, purché il contenuto di acqua utilizzato sia davvero minimo. È l’asciugatura, poi, che dev’essere effettuata a temperatura contenuta e siamo certi che se spiega tutto questo nella sua tintoria di fiducia riuscirà a pulire perfettamente la sua coperta Kristal Med. A temere l’acqua e le alte temperature di asciugatura in ogni caso non è il “rivestimento” in bioceramica che caratterizza la coperta e che regge a qualsiasi “urto”, bensì la parte di Pura Lana Vergine Merinos di cui è composta Kristal Med, che come tutta la pura lana vergine, se non adeguatamente trattata rischia di infeltrire.

Leandra, Castelfranco Veneto chiede:

Partecipando a un party Fimastars, organizzato da una mia amica, ho conosciuto Skudo, il dispositivo che protegge dalle radiazioni emanate dal telefonino. Ho un marito che vive al telefono e un figlio grande che se lo porta a tavola e a letto, quindi l’ho subito acquistato per tutti noi adulti. Non l’ho ancora preso per il figlio più piccolo, perché lui messaggia e chatta soltanto, ma poi ho letto che i danni sono provocati dalla batteria, in azione anche quando non si parla al cellulare. È giusto?

Risponde l’esperto: Prof. Nicola Limardo – Direttore scientifico settore salute ambientale

Gentile Signora Leandra, volentieri le rispondo per chiarirle meglio la funzione di Skudo, il nanoprocessore ideato per proteggere dalle radiazioni emanate dal telefonino. La batteria, eccitando la materia e, in particolar modo gli elettroni, è artefice dell’emissione di fotoni ionizzanti generati dagli elettroni che hanno una determinata caratteristica fisica: sono isolati sulla propria orbita dove si muovono e con moto proprio levogiro. Questa emissione è molto piccola quindi è sufficiente tenere il cellulare a qualche centimetro di distanza dalla testa durante l’uso, come suggeriscono anche i produttori dei telefonini, per ridurre significativamente il rischio. In alternativa basta applicare lo Skudo in quanto, grazie al suddetto nanoprocessore, non consente di avere elettroni che emettono fotoni ionizzanti e quindi si riduce notevolmente il rischio di danno biologico come verificato attraverso numerose prove pratiche che lei può trovare citate in questo stesso sito.

Scrive Mariella, da Lecco

Sono sempre stanca, anche quando non faccio particolari fatiche. Infatti, da un po’ di tempo a questa parte dormo molto male, svegliandomi spesso la notte. Mi sento appesantita, col fiato sempre corto e perennemente gonfia: l’altro giorno non riuscivo più a togliermi la fede! Non digerisco bene e ho problemi di stitichezza. Ciò mi crea anche molto malumore… Mi sono rivolta al mio medico di base, che mi ha fatto fare le solite analisi e pare vada tutto bene. E allora perché sto tanto male? Siccome soffro anche di acidità di stomaco ho pensato di fare una dieta “in bianco”: forse è una mia impressione, ma mi sento molto peggio! Vi scrivo perché non so più a chi mi devo rivolgere per capire da dove derivino questo mio gonfiore costante e la stanchezza cronica? Ci sono prodotti naturali in grado di aiutarmi? Grazie!

Risponde l’esperto: Dr. Monica Puccetti – Naturopata e Iridologa

Gentilissima Mariella, il nostro corpo è davvero un organismo perfetto in grado di adattarsi a tutti gli stili di vita che gli imponiamo ma comunque, dopo un certo periodo di tempo e soprattutto quando la gioventù non supporta più gli “sgarri” della vita quotidiana, comincia a mandarci messaggi importanti che sottolineano la sensazione di malessere e ci obbligano in qualche modo a rivedere le nostre abitudini.

Ed è proprio da qui che possiamo ripartire modificando inizialmente le abitudini quotidiane nel gesto più comune come l’alimentazione!

E’ ormai scientificamente dimostrato che anche brevi periodi di modifiche alimentari (sane ovviamente e che rispettino la persona nella sua totalità) sono in grado di apportare subito benessere all’intero organismo mettendo in moto quello che è un normale processo di auto-depurazione del corpo umano.

Il fatto che le analisi non rilevino nulla di patologico ancora di più mette in risalto quanto sia intelligente il nostro corpo nei suoi naturali meccanismi di equilibrio, mentre il senso di malessere è solo un campanello d’allarme, comprendente insonnia, gonfiore, stitichezza e persino malumore, che però richiede attenzione e soprattutto la necessità di non essere trascurato.

In questo percorso che parte dall’alimentazione il nostro intestino fa da Supremo Generale delle Forze Armate del nostro Sistema Immunitario che richiede necessariamente dei periodi di “allenamento” (mangiando ad esempio alimenti che ci aiutano naturalmente ad eliminare le inevitabili tossine da vita moderna) e di “riposo” (dando i giusti ritmi all’orologio biologico ad esempio tra attività fisica e apporto di acqua e sali minerali). Esistono poi diversi nutraceutici, che non sono semplici integratori ma veri e propri “farmaci” naturali come l’aloe e il baobab, che molto meglio di qualche rimedio “naturale” alla moda, sono in grado di aiutarci davvero nel percorso.

L’importante è sempre rivolgersi a professionisti e a percorsi già testati da tempo che siano in grado di darci informazioni utili anche per la nostra vita quotidiana oltre il momento di depurazione.

Le auguro di cuore di cominciare al più presto il suo Percorso verso il Benessere e una serena continuazione!

Scrive Teresina P.

Nel corso di un party dimostrativo, a cui ho partecipato, ho conosciuto diversi prodotti magnetizzati della Linea Benessere di Fi.Ma.Stars e sarei interessata in particolare all’utilizzo delle placche magnetiche per un fastidioso dolore cronico alla spalla e alla cervicale. Però sono portatrice di pacemaker, affetta da stenosi mitralica polmonare e sono stata sottoposta quattro volte a conversione cardiaca. Ci sono controindicazioni all’uso di questi dispositivi magnetizzati date le mie condizioni?

Risponde l’esperto: Dott. Flavio Acquistapace – Medico cardiologo

Gentile signora, non sussiste alcuna contrindicazione all’utilizzo di tali presidi nelle sue condizioni. Anzi troverà senza dubbio riscontri di sollievo e di supporto terapeutico. Un’unica avvertenza: non posizioni le placche direttamente sulla batteria del pace maker; potrà invece appoggiarle e fissarle con un cerotto su tutte le altre parti del corpo.

Lore, da Verbania, ci scrive…

Credo che pochi possano immaginare che cosa significhi, dopo trent’anni di una malattia senza nome, scoprire che ne ha uno e, soprattutto, trovarne il rimedio!

Da trent’anni, infatti, vengo presa per matta (per fortuna, non in famiglia) per i seguenti motivi:

– non riesco a dormire con la testa vicina a una parete in cui vi sia elettricità;

– mi sveglio più volte per notte con il cuore che sembra un tamburo in accelerazione;

– le mie difese immunitarie sono ko, per la qual cosa, ogni virus di passaggio è il mio, e io mi ritrovo continuamente ammalata, per poi stare meglio e ricominciare daccapo una settimana dopo;

– le mie energie vanno spegnendosi e mi sento una pila sempre più scarica;

– un’insonnia feroce mi tormenta da anni, e mi fa svegliare ogni mattina più stanca della sera prima, nonostante sia diventata, ormai, prigioniera della pillola per dormire;

– ho l’impressione che le medicine, su di me, non abbiano il minimo effetto.

Tutto ciò, mi fa sentire condannata, senza conoscerne il motivo.

Un mese e mezzo fa, il miracolo. Ho la grande fortuna di ascoltare, ad un incontro pubblico, il dr. Limardo, esperto nel settore geopatie e danni da elettrosmog, e finalmente mi sento dire che non sono matta, bensì “elettrosensibile”, e che vi sono forze elettromagnetiche invisibili, sulla Terra, , che nascondono pericoli ben conosciuti da molti addetti ai lavori, ma sottaciuti per motivi di interesse. (Tengo a precisare che io li sento in modo particolare – e in particolare mi danneggiano –, ma le conseguenze colpiscono tutti indistintamente, che se ne accorgano o meno).

Secondo il dr. Limardo, dormendo su una stuoia schermante, ma solo per le radiazioni nocive – stuoia Geoprotex -, in due mesi dovrei essere decontaminata. In seguito, costantemente protetta.

Da un mese e mezzo, dormo su questa stuoia.

La prima notte, ho vissuto un’esperienza orribile: sveglia ogni venti minuti/mezz’ora, il cuore impazzito, un malessere intollerabile, come se il mio corpo fosse stato un elastico teso allo spasimo e pronto a scattare. Davvero un inferno. Il mattino dopo, ho telefonato al produttore e gli ho detto: “Probabilmente sarò l’unica al mondo a non sentirne i benefici, ma io su quella stuoia non ci dormo più!”

Pazientemente, mi è stato spiegato che proprio quel mio forte malessere dimostrava la necessità che avevo di utilizzarla. Il mio organismo s’era adattato, bene o male, a ricevere radiazioni, e privarlo di colpo equivaleva a metterlo in stato di astinenza.

Ho voluto fortemente credere a quelle parole e, dopo un altro paio di notti allucinanti, a poco a poco il mio corpo ha incominciato ad assaporare i benefici della calma e della pace. Il mio sonno sta diventando “naturale”, e sto incominciando a ricordarmi come si sta, quando si sta bene: dall’inferno, mi sto trasferendo in paradiso!

Un grazie di cuore, dunque, al dr. Limardo, al dr. Marino Scapinello della FI.MA.STARS – produttore di Geoprotex e di molti altri rimedi – e a chi, con coraggio e lungimiranza, ha creduto nella possibilità concreta di trovare un rimedio a questa vera e propria malattia.

 

Lore, Verbania

Risponde l’esperto: Prof. Nicola Limardo – Direttore scientifico settore salute ambientale ILMA-Harvard di Boston

La ringrazio per la testimonianza e spero che possa essere illuminante per tutti coloro che ci leggono e che, in questo momento stanno soffrendo senza trovare alcun rimedio, oltretutto – come è successo a lei – senza neanche essere creduti dalle persone vicine. Ho conosciuto tanta gente codificata come “elettrosensibile” dal proprio medico curante il quale, non sapendo cosa fare, cercava di tamponare i dolori e i malesseri vari attraverso dosi massicce di ansiolitici e antidolorifici. Cos’altro poteva fare? Non conoscendo la causa dei malesseri poteva solo agire sul sintomo. Lei ha avuto la conferma che, quando si interviene su una causa che genera la problematica, ecco che il proprio corpo riprende a “vivere” senza bisogno di altro. Le radiazioni naturali di tipo gamma provenienti dal sottosuolo, combinate con i campi elettromagnetici artificiali in corrispondenza dell’area più sensibile e importante per il nostro benessere, ossia la zona letto dove stazioniamo per gran parte della nostra vita, se adeguatamente schermati possono veramente fare la differenza e possono consentire alla persona di liberarsi, in un paio di mesi, di eventuali accumuli radioattivi di tipo gamma presenti su determinate parti del corpo (decontaminazione spontanea). Il sistema letto Geoprotex che ho inventato e brevettato a livello internazionale non cura la persona (non è un dispositivo medico) ma si limita a proteggere l’area-letto senza alcuna controindicazione; infatti anche i bambini e le donne in gravidanza possono utilizzarlo. L’effetto di disturbo che lei ha accusato nei primi giorni di applicazione non è dovuto al prodotto che, oltretutto non è nemmeno a contatto con il corpo (viene posizionato sotto il materasso), bensì a quell’effetto che noi chiamiamo “crisi d’astinenza da radiazione” e può capitare quando la persona ha accumuli di radiazione in aree più sensibili del corpo (per esempio, la testa). Fortunatamente non ha avuto ripensamenti e, consigliata anche dal dott. Scapinello di Fimastars e dal dott. Limontini, medico chirurgo e profondo conoscitore dei prodotti Geoprotex, ha deciso di continuare a dormire col prodotto nel letto, sopportando i disturbi che ha rilevato nei primi giorni (difficoltà nel sonno, e altri piccoli fastidi di vario genere). La sua lettera di ringraziamento mi stimola sempre più nel prosieguo del mio lavoro e nella divulgazione del fenomeno e della soluzione. Proprio di recente ho avuto una soddisfazione non da poco, facendo provare il prodotto a malati di Alzheimer sotto stretto controllo del direttore sanitario, presso una struttura RSA in Lombardia; il filmato della conferenza conclusiva mia e del direttore sanitario che ha seguito la sperimentazione, dott.ssa Marina Olivieri, può trovarla in Internet cliccando le parole chiave come, ad esempio: “geoprotex alzheimer”.

Grazie per la testimonianza che ci ha fornito e per la fiducia in Fimastars e nei dispositivi antiradiazioni Geoprotex.