Lore, da Verbania, ci scrive…

Credo che pochi possano immaginare che cosa significhi, dopo trent’anni di una malattia senza nome, scoprire che ne ha uno e, soprattutto, trovarne il rimedio!

Da trent’anni, infatti, vengo presa per matta (per fortuna, non in famiglia) per i seguenti motivi:

– non riesco a dormire con la testa vicina a una parete in cui vi sia elettricità;

– mi sveglio più volte per notte con il cuore che sembra un tamburo in accelerazione;

– le mie difese immunitarie sono ko, per la qual cosa, ogni virus di passaggio è il mio, e io mi ritrovo continuamente ammalata, per poi stare meglio e ricominciare daccapo una settimana dopo;

– le mie energie vanno spegnendosi e mi sento una pila sempre più scarica;

– un’insonnia feroce mi tormenta da anni, e mi fa svegliare ogni mattina più stanca della sera prima, nonostante sia diventata, ormai, prigioniera della pillola per dormire;

– ho l’impressione che le medicine, su di me, non abbiano il minimo effetto.

Tutto ciò, mi fa sentire condannata, senza conoscerne il motivo.

Un mese e mezzo fa, il miracolo. Ho la grande fortuna di ascoltare, ad un incontro pubblico, il dr. Limardo, esperto nel settore geopatie e danni da elettrosmog, e finalmente mi sento dire che non sono matta, bensì “elettrosensibile”, e che vi sono forze elettromagnetiche invisibili, sulla Terra, , che nascondono pericoli ben conosciuti da molti addetti ai lavori, ma sottaciuti per motivi di interesse. (Tengo a precisare che io li sento in modo particolare – e in particolare mi danneggiano –, ma le conseguenze colpiscono tutti indistintamente, che se ne accorgano o meno).

Secondo il dr. Limardo, dormendo su una stuoia schermante, ma solo per le radiazioni nocive – stuoia Geoprotex -, in due mesi dovrei essere decontaminata. In seguito, costantemente protetta.

Da un mese e mezzo, dormo su questa stuoia.

La prima notte, ho vissuto un’esperienza orribile: sveglia ogni venti minuti/mezz’ora, il cuore impazzito, un malessere intollerabile, come se il mio corpo fosse stato un elastico teso allo spasimo e pronto a scattare. Davvero un inferno. Il mattino dopo, ho telefonato al produttore e gli ho detto: “Probabilmente sarò l’unica al mondo a non sentirne i benefici, ma io su quella stuoia non ci dormo più!”

Pazientemente, mi è stato spiegato che proprio quel mio forte malessere dimostrava la necessità che avevo di utilizzarla. Il mio organismo s’era adattato, bene o male, a ricevere radiazioni, e privarlo di colpo equivaleva a metterlo in stato di astinenza.

Ho voluto fortemente credere a quelle parole e, dopo un altro paio di notti allucinanti, a poco a poco il mio corpo ha incominciato ad assaporare i benefici della calma e della pace. Il mio sonno sta diventando “naturale”, e sto incominciando a ricordarmi come si sta, quando si sta bene: dall’inferno, mi sto trasferendo in paradiso!

Un grazie di cuore, dunque, al dr. Limardo, al dr. Marino Scapinello della FI.MA.STARS – produttore di Geoprotex e di molti altri rimedi – e a chi, con coraggio e lungimiranza, ha creduto nella possibilità concreta di trovare un rimedio a questa vera e propria malattia.

 

Lore, Verbania

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *