Risponde l’esperto: Prof. Nicola Limardo – Direttore scientifico settore salute ambientale ILMA-Harvard di Boston

La ringrazio per la testimonianza e spero che possa essere illuminante per tutti coloro che ci leggono e che, in questo momento stanno soffrendo senza trovare alcun rimedio, oltretutto – come è successo a lei – senza neanche essere creduti dalle persone vicine. Ho conosciuto tanta gente codificata come “elettrosensibile” dal proprio medico curante il quale, non sapendo cosa fare, cercava di tamponare i dolori e i malesseri vari attraverso dosi massicce di ansiolitici e antidolorifici. Cos’altro poteva fare? Non conoscendo la causa dei malesseri poteva solo agire sul sintomo. Lei ha avuto la conferma che, quando si interviene su una causa che genera la problematica, ecco che il proprio corpo riprende a “vivere” senza bisogno di altro. Le radiazioni naturali di tipo gamma provenienti dal sottosuolo, combinate con i campi elettromagnetici artificiali in corrispondenza dell’area più sensibile e importante per il nostro benessere, ossia la zona letto dove stazioniamo per gran parte della nostra vita, se adeguatamente schermati possono veramente fare la differenza e possono consentire alla persona di liberarsi, in un paio di mesi, di eventuali accumuli radioattivi di tipo gamma presenti su determinate parti del corpo (decontaminazione spontanea). Il sistema letto Geoprotex che ho inventato e brevettato a livello internazionale non cura la persona (non è un dispositivo medico) ma si limita a proteggere l’area-letto senza alcuna controindicazione; infatti anche i bambini e le donne in gravidanza possono utilizzarlo. L’effetto di disturbo che lei ha accusato nei primi giorni di applicazione non è dovuto al prodotto che, oltretutto non è nemmeno a contatto con il corpo (viene posizionato sotto il materasso), bensì a quell’effetto che noi chiamiamo “crisi d’astinenza da radiazione” e può capitare quando la persona ha accumuli di radiazione in aree più sensibili del corpo (per esempio, la testa). Fortunatamente non ha avuto ripensamenti e, consigliata anche dal dott. Scapinello di Fimastars e dal dott. Limontini, medico chirurgo e profondo conoscitore dei prodotti Geoprotex, ha deciso di continuare a dormire col prodotto nel letto, sopportando i disturbi che ha rilevato nei primi giorni (difficoltà nel sonno, e altri piccoli fastidi di vario genere). La sua lettera di ringraziamento mi stimola sempre più nel prosieguo del mio lavoro e nella divulgazione del fenomeno e della soluzione. Proprio di recente ho avuto una soddisfazione non da poco, facendo provare il prodotto a malati di Alzheimer sotto stretto controllo del direttore sanitario, presso una struttura RSA in Lombardia; il filmato della conferenza conclusiva mia e del direttore sanitario che ha seguito la sperimentazione, dott.ssa Marina Olivieri, può trovarla in Internet cliccando le parole chiave come, ad esempio: “geoprotex alzheimer”.

Grazie per la testimonianza che ci ha fornito e per la fiducia in Fimastars e nei dispositivi antiradiazioni Geoprotex.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *