Risponde l’esperto: Prof. Nicola Limardo – Direttore scientifico settore salute ambientale

Gentile Signora Leandra, volentieri le rispondo per chiarirle meglio la funzione di Skudo, il nanoprocessore ideato per proteggere dalle radiazioni emanate dal telefonino. La batteria, eccitando la materia e, in particolar modo gli elettroni, è artefice dell’emissione di fotoni ionizzanti generati dagli elettroni che hanno una determinata caratteristica fisica: sono isolati sulla propria orbita dove si muovono e con moto proprio levogiro. Questa emissione è molto piccola quindi è sufficiente tenere il cellulare a qualche centimetro di distanza dalla testa durante l’uso, come suggeriscono anche i produttori dei telefonini, per ridurre significativamente il rischio. In alternativa basta applicare lo Skudo in quanto, grazie al suddetto nanoprocessore, non consente di avere elettroni che emettono fotoni ionizzanti e quindi si riduce notevolmente il rischio di danno biologico come verificato attraverso numerose prove pratiche che lei può trovare citate in questo stesso sito.